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Anche il cibo crea dipendenza, parola di esperto
Se guardate con occhi pieni di desiderio il vostro piatto preferito, cercando inutilmente di non cedere alla tentazione, consolatevi perché potrebbe non essere tutta colpa vostra: secondo un recente studio americano, infatti, i produttori alimentari “arricchirebbero” i loro prodotti con sali, grassi e zuccheri per renderli più appetibili e creare dipendenza nei consumatori. È quella che David Kessler, docente all’Università di Harvard, definisce “iper-palatabilità”, ossia la tendenza a potenziare artificialmente il gusto di determinati alimenti, portata all’estremo.
Oltre ad aggiungere sostanze artificiali, i produttori ricorrerebbero spesso ad un’altra tecnica, volta a rendere più agevole e facile la masticazione, in modo da facilitare la deglutizione e spingere subito l’ignaro consumatore verso il secondo boccone. Le sostanze utilizzate per tali meraviglie della chimica stimolerebbero i nostri recettori nervosi così come avviene, ad esempio, con alcuni oppiacei, causando un vero e proprio stato di dipendenza, che porterebbe inesorabilmente al sovrappeso. In attesa di scoprire se sia davvero così, non resta che mettersi l’anima in pace: se non è colpa nostra ma del cibo, allora perché resistergli?



