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CAMPAGNE PUBBLICITARIE CONTRO IL FUMO: FIN DOVE ARRIVA LA PUBBLICITA’?

Che ruolo ha la pubblicità? Fin dai tempi degli antichi romani, la pubblicità ha avuto un ruolo fondamentale nella vita delle persone per promuovere qualsiasi genere di iniziative, prodotti, servizi e quantaltro. Ad esempio, proprio i Romani dipingevano sul muro scene di lotta tra gladiatori per pubblicizzare i loro prodotti artigianali. La pubblicità moderna è assai diversa ovviamente, ma lo scopo è sempre uguale.

Come prima cosa bisogna definire l’obiettivo della pubblicità. Il caso in questione è la campagna contro il fumo, il cui obiettivo è convincere le persone a smettere di fumare. Per farlo, fin dove si spinge la pubblicità? Ovvero, fin dove si è disposti ad arrivare per raggiungere lo scopo e comunicare il messaggio? Entra in gioco una sorta di Guerrilla Marketing cioè una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.

Ad esempio, per farti smettere di fumare gli esperti di marketing giocano con mezzi psicologici per incidere sul nostro comportamento. Spesso infatti sull’argomento fumo le pubblicità mirano a far spaventare (senza mezzi temini) e a far riflettere sui problemi di salute, molto gravi. Negli anni ‘80 gli americani le hanno provate davvero tutte per convincere i giovani a non fumare, come dimostra questa (poco) convincente pubblicità progresso con protagonista il lottatore di wrestling Ultimate Warrior. Due anni fa in Malesia il governo ha speso milioni per la campagna di fumo dal nome “NAK di Tak” che nella lingua del Malay che significa “non vuole”. Anche l’italia negli anni 90 ha trasmesso il messaggio con pubblicità regresso, molto meno aggressive di quelle che si vedono oggi.

 pubblicità regresso italiana

 
 
 

 

 

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