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Cosplay-mania: quando il fumetto diventa realtà

Spopola anche in Italia il cosplay, l'imitazione nella realtà dei personaggi virtuali.
Appassionati di fumetti e videogames di tutto il mondo unitevi! Perché, per chi ancora non lo sapesse, oltre a seguire le vicende dei propri eroi virtuali, ora è possibile indossarne i panni e farli rivivere nella realtà! È quello che fanno ormai 6000 ragazzi in tutta Italia, cucendo il proprio costume da Lara Croft, Dragonball e chi più ne ha più ne metta, per poi indossarlo ed interpretarlo nei vari raduni in giro per il Paese. Parliamo del “Cosplay” (fortunata sintesi dei termini inglesi “costume” e “play”), pratica che ha ormai conquistato frotte di fan pronti a recitare la parte dei personaggi di fumetti, cartoni animati e videogiochi, calandosi completamente nel ruolo che interpretano.
Il fenomeno, nato in Giappone negli anni ’70-’80 in occasione delle fiere dedicate al fumetto, è arrivato in Italia negli anni ’90, trainato dal successo dei cartoni animati nipponici e di Internet. Tanto che dal 2003 esiste l’Associazione Nazionale Cosplay, che vanta un centinaio di iscritti e organizza ogni anno eventi su tutto il territorio nazionale.
Se si getta uno sguardo al “giocatore medio”, sorprenderà forse scoprire che il cosplayer-tipo ha tra i 20 e i 30 anni, possiede un livello di istruzione medio-alto (diploma o laurea), ed è costituito in prevalenza da ragazze, pronte a trasformarsi all’occorrenza in personaggi di fantasia radicati nell’immaginario collettivo.



