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Facebook noir
Facebook più che un social network, nelle settimane appena scorse ha assunto i contorni di un set di un giallo. Addirittura.
Prima Barack Obama, in maniera interrogativa; poi, Silvio Berlusconi, con più decisione. In entrambi i casi qualcuno ha associato questi esponenti politici di spicco a fantomatici omicidi..
Il social network è stato sotto osservazione dei servizi segreti per un sondaggio che, secondo molti, poteva essere una minaccia per la sicurezza del Presidente degli Stati Uniti. Il questionario non è oggi più visibile, ma la domanda che poneva era molto precisa: “Barack Obama deve essere assassinato?“.
All’inizio era stato considerato solo uno scherzo ma sul sondaggio è stata avviata un’indagine per rintracciare l’autore, che ha utilizzato questa applicazione gratuita e libera di Facebook, e accertarsi che si sia trattato solo di un gioco e non di una possibile minaccia.
Poche settimane più tardi ecco il caso del gruppo “Uccidiamo Berlusconi”, che ha superato velocemente i 15.000 iscritti quando la stampa e le dichiarazioni dei politici lo hanno messo sotto i riflettori. Il gruppo ha cambiato nome, e ora non se ne parla più.
Intanto i responsabili del social network fanno sapere che non verrà meno la libertà di esprimere la propria opinione ma aumenterà la vigilanza; verranno puniti coloro che utilizzeranno Facebook per attaccare un gruppo di persone e un singolo individuo.



