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Giornali online, adesso si paga!

La versione online del New York Times sarà a pagamento a partire dal 2011
Gli affezionati dei giornali online stiano in guardia: dal 2011 il New York Times non sarà più gratuito e presto moltissime testate in tutto il mondo potrebbero seguire il suo esempio per far fronte ad una drammatica crisi di vendite ed investimenti pubblicitari. Si sa, la stampa nell’era di Internet soffre e non poco poiché la lettura di quotidiani e magazine si è ormai spostata verso il web, più veloce, più accessibile e più interattivo. Ma chi paga tutto questo?
Il sistema che si è venuto a creare per gli editori non regge: la versione online dei quotidiani cannibalizza costantemente quella cartacea, che vende sempre meno, mentre gli investimenti pubblicitari calano per effetto della crisi. L’unica soluzione, al momento, sembra proprio quella di rendere i giornali online, almeno in parte, a pagamento. Questa la scelta del New York Times, sulla scia del Wall Street Journal e di altre famose testate americane, anche se non sono ancora definiti i dettagli del piano: non si sa ancora quanti articoli verranno offerti gratis e quanto costerà l’abbonamento mensile a tutto il quotidiano. Ma funzionerà?

Il Tablet della Apple permetterà di scaricare e leggere libri e quotidiani
Difficile dirlo. Tentativi analoghi sono sempre falliti in passato, perché è impresa assai ardua convincere gli utenti di Internet a pagare un servizio di cui usufruiscono abitualmente in maniera gratuita. A meno che non si punti su canali diversi: il New York Times, infatti, ha annunciato la sua svolta “pay” proprio alla vigilia dell’uscita, il prossimo 27 gennaio, degli attesissimi Tablet Apple, tavolette elettroniche a metà strada fra netbook e smartphone che permetteranno di leggere libri e quotidiani. Insomma, i giornali online mirano a far pagare i contenuti del proprio sito, magari per essere scaricati sui Tablet che, c’è da scommetterci, saranno la nuova ossessione tecnologica!



