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Google Wave: sta per andare in “onda” la nuova piattaforma di comunicazione.
Con Google Wave nasce il 3.0. L’onda (ovvero Wave) messa in moto dalla grande G è una piattaforma di messaggistica istantanea, un social network evoluto in cui gli utenti partecipano non passiavamente ma collaborano in tempo reale. E’ l’evoluzione, e allo stesso tempo l’intergrazione, di Facebook, Twitter e Wikipedia… consolidati esempi di web 2.0.
Google sta sviluppando (è infatti ancora in fase beta) una piattaforma virtuale evoluta, chiamata onda proprio per sottolineare il movimento continuo di una massa di messaggi, informazioni, idee ecc. che passano per la rete, come un onda nel mare. Sono contenuti elaborati in tempo reale da due o più persone contemporaneamente, non come una semplice chat ma un contenitore web intelligente in grado di fornire allo stesso tempo comunicazione e cooperazione in tempo reale, multimedialità, mappe e strumenti di elaborazione.
L’aspetto è quello di una web mail classica o comunque simile alle pagine dei classici social network ma è un’applicazione creativa poichè inserire anche foto, video, audio e file che si possono così condividere con facilità. Ecco l’onda. Generare contenuti, tanti (non solo nel contenuto ma anche nel formato), di diverso tipo, contemporaneamente. Ovviamente ogni utente è libero di interagire scrivendo e taggando, partecipando ad applicazioni divertenti, giocando, ma soprattutto condividendo, modificando, correggendo, archiviando e commentando le informazioni.
Le “Wave” non sono altro che finestre di comunicazione in cui chattare o inserire testi, canzoni ecc. A questi si aggiungono i “Bot”: agenti automatici che, attraverso una specifica wave, aggiungono nuove funzioni come ad esempio il “Blogger“. Quest’ultimo consente di pubblicare automaticamente gli aggiornamenti all’interno di un blog, nelle caselle Twitter, integrare i feed rss ecc.
Sembra complicato ma non lo è, infatti Google Wave non è stato pensato solo per professionisti o appassionati di chat (ricordiamoci che è anche un Open Source). Ma il fenomeno che sta generando la grande G non è ancora disponibile al pubblico (si può accedere dalla pagina principale solo come “beta tester“) e perciò non può essere pienamente compreso. Chi purtroppo non ha ricavuto l’invito da Google, non potrà ancora cavalcare l’onda!



