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IL CLIENTE INVENTORE: il partner che dà energia ai ricavi.
Danone fa sondaggi online a getto continuo coinvolgendo i clienti finali, e risparmiando decine di milioni di euro necessari per le ricerche di mercato. Questo è avvenuto per allargare la gamma d’offerta di “yogurt da bere Actimel”: il colosso alimentare francese nel 2007 ha dedicato un mini sito solo per il prodotto, coinvolgendo gli utenti nella scelta del nuovo gusto. In pochi giorni hanno votato 13.684 utenti e dieci sono stati premiati con una fornitura gratuita di yogurt.
La società canadese Goldcorp tra le maggiori compagnie mondiali attive nell’estrazione d’oro, ha addirittura scoperto nuovi filoni coinvolgendo via web geologi, collaboratori e appassionati incentivandoli con premi fino a 500mila Euro. Questi sono solo alcuni degli esempi di come un cliente partner può dare energia ai ricavi. Vediamone altri:
Propter&Gamble: ai progetti di innovazione dell’azienda partecipano anche i clienti. Con risultati da record: dal 2000 la produttività è aumentata del 60%. Attraverso il programna “Connect&develop” ha coinvolto fornitori, clienti e aziende partner nei progetti di innovazione. I risultati: dal 2000 al 2006, la percentuale di innovazione dovuta alla “procedura aperta” è passata dal 15% al 35%, e la produttività è cresciuta al 60%.
Anche la Barilla ha utilizzato l’energia dei suoi consumatori per fidelizzarli e risparmiare su campagne pubblicitarie e studi di “naming”. L’ultima operazione, conclusasi ne 2008, era incentrata sull’individuazione del nome di
una nuova linea di biscotti coinvolgendo 20mila clienti.
La banca on-line Fineco (oggi Unicredit) ha deciso di scommettere sul passato dei propri clienti con la campagna “Member get member”, in cui ciascun utente era chiamato a promuovere presso amici e conoscenti il servizio: la premessa era più reclute di fanno, più premi si ottengono. Per far si che la correlazione tra utente vecchio e nuovo sia chiara, a quest’ultimo è chiesto di registrasi citando il nome del proprio promotore. Si è scoperto, a questo proposito, che esistono tre tipi di “clienti energetici”: i creators (11%), i contributors (35%) e i viewers (54%) cioè i più passivi che si lasciano trascinare.



