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Il successo dell’UGC

E’ l’epoca dell’ User Generated Content, e cioè tutto quello che circola in rete creato dagli utenti che stanno diventando i veri protagonisti del web, costringendo grandi società come Google, Microsoft e Yahoo a spendere milioni di dollari per adeguarsi alle loro esigenze.

Il termine User Generated Content è divenuto molto popolare sul web negli ultimi due anni: sta ad indicare il modello di una nuova generazione di social-media-marketingsiti web di successo, che si basano non sull’offerta di contenuti prodotti in modo industriale, ma piuttosto sulla disponibilità di strumenti che gli utenti comuni possono utilizzare per pubblicare testi, video, fotografie, condividerli con altri e discuterli. Questo tipo di applicazioni si sono dimostrate capaci sia di assicurare la notorietà a nuovi talenti, sia soprattutto di costituire un nuovo efficace canale di marketing, basato sul dialogo e il coinvolgimento dell’utente e potenziale consumatore.

Ricordiamo Lonely Girl, la ragazzina che ha fatto incuriosire milioni di navigatori sulla sua identità nel 2006, e Brooke Brodack, ingaggiata da uno show televisivo dopo che un talent scout l’aveva notata nei suoi video-parodia. Per questo motivo Yahoo (così come tanti altri hanno cercato di fare) ha creato “The9″: la televisione online specializzata nella segnalazione di siti e video amatoriali incentivando gli utenti a inviarne il più possibile grazie al concorso “Yahoo Talent Show” che permettiva di vincere fino a50mila dollari. Anche Microsoft ha proposto un progetto simile dal nome “Soapbox” che, secondo le stime della società, sarebbe stato visitato da circa 11 milioni di utenti. In oltre, per quanto riguarda la musica ci sono esempi come quello degli Arctic Monkeys, gruppo rivelazione inglese, in testa alle classifiche britanniche per mesi o quello di Lili Allen, autrice del tormentone “Smile”, trovata su MySpace e portata in luce da tv,redio e media fino a diventare regina delle hit parade. Ma esistono esmepi anche che riguradano la scrittura: Julie Powell, segretaria newyorkese è stata contesa da diverse case editrici specializzate dopo che le ricette che la signora postava sul suo blog le quali avevano attirato miriadi di curiosi. Risultato: la pubblicazione di un libro!Lo stesso è accaduto a Riverberd, lo pseudonimo di una ragazza di Bagdad che scriveva regolarmente report sulla sua città all’interno del suo blog. Dopo la pubblicazione del libro ha partecipato ad uno dei premi letterari più prestigiosi d’Inghilterra.

Si può anche non rincorrere la fama, ma creare una nicchia personale sul web dove comunicare con gli amici, conoscerne di nuovi o scambiare materiale di vario tipo in siti specializzati nell’ospitare i contenuti personali. Come abbiamo visto MySpace è l’esempio per eccellenza: grazie al suo successo è stato comprato per 580 milioni di dollari dal magnate dell’editoria Rupert Murdoch. Stessa sorte seguita da Flickr, sito che ospita gli album fotografici degli internauti, acquistato per milioni da Yahoo, e Technocrati, il più grande collettore di blog del mondo.

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