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PEC: quanto ci costi?
Era stata presentata come l’innovazione che avrebbe permesso grande risparmio di tempo e denaro, ma a oggi, la PEC (posta elettronica certificata) si sta rivelando l’ennesima semplificazione di facciata.
Proprio un organismo del governo, il ministero dell’Economia, tramite un corposo documento, ha sconfessato il progetto, che dovrebbe sostituire le raccomandate, con un laconico “problemi di copertura finanziaria”. I dati forniti dal ministro Brunetta parlano si di una richiesta di 214.000 account al sito ma gli indirizzi attivati al momento sono poco più di 76.000: questo perche molti utenti non hanno formalizzato la richiesta recandosi negli uffici postali oppure…
Oppure attraverso un approfondimento informativo ci si è resi conto che la PEC, che pure ha origine da una valida intuizione, la dematerializzazione di molti documenti, attuata all’italiana non è poi così funzionale: infatti il sistema prevede una certificazione della spedizione/ricezione della mail ma non del contenuto della stessa, che verrebbe invece garantito da un sistema di firma digitale. Ancora, si tratta di un sistema utoreferenziale che non permette interscambi con altri sistemi di posta certificata, come quelli esteri. Infine, propagandato come strumento gratuito per i cittadini, lo è solo se si escludono i 50 milioni di euro pagati a Poste Italiane e Telecom che si sono aggiudicate l’appalto, secondo Massimo Penco, presidente dell’associazione “Cittadini di internet” ed esperto di sicurezza informatica.
Un po’ di matematica ed ecco come ogni casella finora attivata è costata ai contribuenti più o meno 650 euro…



