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Quit Facebook Day: un flop?

Facebook seguirà in futuro le abitudini di navigazione degli utenti per veicolare messaggi pubblicitari personalizzati.

Sembrava potesse essere un successo, in realtà a guardare i numeri del Quit Facebook Day non sembra proprio. Due ragazzi canadesi avevano proposto la giornata di ieri per una uscita di massa del social network, che conta oltre 540 milioni di profili. Alla proposta, legata alla protesta nei confronti delle privacy policy del colosso di Zuckerberg, hanno aderito poco più di 30.000 persone.

Una minoranza che fa pensare quanto poco risulti importante questo aspetto per la maggior parte degli utenti di social network: pare che la privacy si mantenga solo eliminando le intercettazioni telefoniche. In realtà, se da un lato nascono siti di facebook suicide che permetteno la cancellazione del proprio account è probabile che chi intende farlo non sia intenzionato a dare al proprio gesto una dimensione pubblica utilizzando perdipiù le stesse modalità di pubblicizzazione del servizio da cui vuole allontanarsì.

Un flop dunque, che però va affiancato al fenomeno silenzioso e continuo della diminuzione degli utenti attivi che non può non preoccupare mr. Zuckerberg.

2 Comments to “Quit Facebook Day: un flop?”

  • Facciamo un passo indietro.
    Torniamo a cinque anni fa, anzi anche dieci.
    La privacy se veniva violata, veniva violata davvero, ovvero per entrare in possesso di dati sensibili su una persona, davvero si doveva infrangere la legge in qualche modo (stò semplificando).
    Oggi a mio avviso, c’è uno scenario diverso, il mondo è cambiato, la società uguale e sopratutto i costumi.
    Oggi siamo tutti impegnati a “confezionarci” la nostra immagine sui Social Network (Business e non Business).
    Quindi, pubblichiamo le foto delle serate “fighe”, ci facciamo rimprendere con persone “fighe”, ci diamo un tono condividendo musica improponibile scovata nei meandri piu remoti di YouTube o postiamo le nostre ultime opere da foto artista ispirato.
    Ovviamente c’è anche chi non usa i social solo per questo (per fortuna…) ma per sviluppare contatti o semplicemente come piattaforma di comunicazione alternativa con i propri amici.
    Indipendentemente dall’uso che se ne faccia,un social network per “funzionare” deve avere contenuti e informazioni condivise.
    Quindi, la cosa migliore se si vuole proteggere la propria privacy è sicuramente quella di non condividere con nessuno o cmq con un numero ristrettissimo di persone con le quali siamo in contatto reale diretto tutti i giorni i nostri dati e STOP.

  • Certo, tanto più che niente è obbligatorio.. Ma tanta gente fa le cose con superficialità, iscrivendosi ovunque a casaccio ed è per questi che ci vuole una politica chiara sulla privacy. Poi, c’è molta ipocrisia dietro queste campagne…