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Scoop su Wikileaks: “le verità nascoste” sull’Afghanistan

By Alice Milia  //  Comunicazione, Comunicazione sociale, Web marketing  //  Commenti disabilitati

E’ caccia allo scoop. Sempre. Il protagonista della vicenda in questione è il 39enne australiano Julian Assange, fondatore di Wikileaks, il sito specializzato in Intelligence, che ieri è finito sulle pagine di tutto il mondo per aver divulgato notizie private (e scandalose!) sulle operazione militari statunitensi in Afghanistan. Le fonti dicono che abbia consegnato a tre quotidiani (New York Times, Guardian e Spiegel) 92 mila documenti riservati. L’ex hacker (meglio conosciuto come “Mendax”, fondatore di “International Subversive” e poi finito in manette) aveva già avuto il suo scoop quando ha pubblicato sul suo sito, lo scorso aprile, un filmato che mostrava l’attacco di un elicottero Apache a Baghdad nel 2007, in cui una decina di civili e un fotografo della agenzia Reuters erano rimasti uccisi. In queste poche ore che ci separano dagli Stati Uniti, la Casa Bianca con un comunicato stampa ha condannato WikiLeaks “Ricordatevi che WikiLeaks non è un fornitore oggettivo di notizie, ma piuttosto un’organizzazione che si oppone alla politica americana in Afghanistan”. Oggi è stata individuata la fonte della fuga di notizie: si tratta di Bradley Manning, un soldato di 22 anni e analista dei servizi segreti americani.
Assange ha replicato che il suo scopo, con la diffusione dei dossier sull’Afghanistan, era richiamare l’attenzione “sulla brutalità e lo squallore delle guerra. “Questo archivio cambierà l’opinione pubblica e il modo di vedere le cose delle persone che ricoprono ruoli politici e diplomatici influenti”. Per tutto il resto ci pensa il potente mezzo del web 2.0.

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