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Second Life | Bella ma inutile?

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Second Life sì, Second Life no. Come per ogni nuovo fenomeno emergente ci sono sempre sia gli Apocalittici che gli Integrati, come direbbe Umberto Eco, e, aggiungiamo noi, quelli che stanno a guardare. In questo angolo di blog non è importante per noi scegliere tra un sì e no, ma fare da finestra verso un mondo, che se ne dica, esistente e, infondo, altrettanto reale quanto quello vero, fintanto che è reale per le persone che lo scelgono e lo vivono.

Potrebbe trattarsi soltanto di una meteora. Stiamo parlando di Second Life e, come già accennato qualche mese fa, degli ipotetici ritorni pubblicitari e commerciali che le società multinazionali avrebbero garantendosi una presenza nel mondo virtuale. Il dilemma si è riacceso in questi giorni con la decisione della Starwood Hotel & Resorts di abbandonare Second Life donando le proprie terre virtuali a un gruppo no-profit (fonte LaStampa 23/7/2007). E’ soltanto l’ultimo evento che può essere facilmente analizzato facendosi un giro in Second Life per scoprire come gli uffici e i negozi siano perennemente deserti mentre le piazze abbondano di avatar intenti a farsi una chiacchierata, stringere nuove relazioni o convincere altri al sesso virtuale. Un’analisi senz’altro riduttiva del complesso mondo virtuale della Linden Lab ma anche molto realistica dell’attuale scenario 2L.

Second Life resta il progetto meglio riuscito sulla strada della realtà virtuale. Difficile però trasporvi le regole del vivere ‘reale’. Facciamo un esempio. Per spostarsi da un estremo all’altro di 2L è sufficiente un colpo di teletrasporto. Perché mai un avatar dovrebbe acquistare un’automobile virtuale per muoversi? Perché chiedere informazioni in 2L per una crociera ‘reale’, spendendo tempo e larga banda, quando è sufficiente inviare una email al sito web del tour operator in modo asincrono e rapido? Con queste condizioni ambientali è naturale che l’interesse degli avatar si concentri esclusivamente sugli aspetti ludici. I casinò virtuali sono sempre affollati e altrettanto gli strip pub. Va un pò meglio per l’aspetto immobiliare su cui è costruita l’intera economia di 2L ma potrebbe anche trasformarsi in una bolla nel momento in cui le aziende sponsor decidano di disinvestire le decine di migliaia di euro necessarie per gestire un’isola.

Quel che manca in Second Life sono i problemi del mondo reale. Difficile trasporvi logiche commerciali della Real Life poiché le condizioni d’ambiente sono diverse. Second Life si dovrà evolvere per superare questi problemi e venire incontro alle esigenze degli sponsor e delle aziende. La storia del web ci ha già insegnato alla fine degli anni ’90 che qualsiasi progetto web per scongiurare l’oblio deve anche autosostenersi nel lungo periodo e superare la prima fase di entusiasmo e l’iniziale onda mediatica di consenso.

Fonte: www.e-advertising.it/second-life-bella-ma-inutile.htm

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