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Stalking e zero privacy: l’altra faccia dei social network

I social network sono un fenomeno in costante espansione, ma ci si interroga sul diritto alla privacy
Fanno ormai parte della vita di milioni di utenti in tutto il mondo e sono diventati la nuova straordinaria realtà dei mezzi di comunicazione. Stiamo parlando dei social network, Facebook e Myspace in testa, capaci di aggregare persone da ogni parte del pianeta e imporsi come dimensione quotidiana di dialogo e comunicazione. Eppure, proprio la loro enorme capillarità spaventa e può essere vissuta come una brusca intrusione nella privacy delle persone, di cui spesso possono essere osservate attività, profilo e foto quasi senza filtri. Per questo si moltiplicano in rete le iniziative per fare un passo indietro.
La più clamorosa è sicuramente la Web 2.0 Suicide Machine, un software che permette di cancellare completamente il proprio profilo dai social network, eliminando in un solo colpo i dati da Facebook, Myspace, Twitter e Linkedin. Secondo gi autori del software, infatti, non basta cancellare semplicemente il proprio profilo, perché Facebook conserva comunque tutti i dati degli iscritti, e questo può essere doloroso nel caso di persone scomparse nella vita reale, e dannoso per le vittime di stalking o per gli incauti che si pentono di foto e post pubblicati.

Il software Web 2.0 Suicide Machine permette di cancellare definitivamente i propri dati da Facebook, Myspace, Twitter e Linkedin
Finora sono solo poche migliaia gli utenti che hanno distrutto i propri profili attraverso la Suicide Machine, ma i social network hanno già annunciato possibili procedimenti penali, perché il nuovo software rischia di penalizzare seriamente i loro interessi commerciali. Comunque finisca la battaglia legale, resta il fatto che la Suicide Machine è diventata un fenomeno significativo, funziona e rischia di mettere in discussione un mondo virtuale che sembrava doversi affermare senza alcun impedimento. Sintomo che gli utenti, pur attratti dal fascino di una realtà virtuale senza limiti, incominciano a preoccuparsi della propria privacy e delle proprie relazioni nella vita quotidiana. E i social network, se vorranno continuare ad espandersi, dovranno cominciare a tenere in conto le esigenze di utenti più smaliziati ed esigenti.




Giusto oggi ne parlavano su RAI 2.
L’attività di cancellazione puntuale di dati sensibili o semplicemente scomodi è diventata un business qui in Italia come oltreoceano.
L’attività in generale consiste nel monitoraggio della reputazione on-line può consistere in attività di eliminazione dati/foto/informazioni, correzzione o anche sostituzione con altre diciamo piu positive.
In Italia si va da un minimo di 200 € ad un max anche di 10.000 €.
All’estero invece spesso l’attività viene svolta periodicamente con società ad hoc che mensilmente monitorano l’immagine ecc.
Sembra una banalità ma, al di là ovviamente della pericolosità di questi dati sul fronte dei rapporti personali e sentimentali, pare che molti uomini in carriera, manager e imprenditori, abbiano compromesso i loro affari semplicemente per colpa di una innocente foto nei quali li ritraevano in compagnia di un concorrente durante uno dei tanti aperitivi o perchè, tra gli amici, avevano il direttore marketing del principale competitor.
Bhe, che dire, non è che si può salire e scendere da questa grande ruota del grande fratello on line quando ci pare e piace.
Secondo me, questa attività sarà sicuramente una delle attività del futuro.
Io ci investirei…:-)
La logica dei social network prima o poi provocherà un’implosione..
La gente ha perso totalmente il senso della realtà e mette sul web qualsiasi cosa!
Poi chiaramente si pentono..ma bravi!!
Comunque tifo per la Suicide Machine..ripuliamo tuttooooooo!!!!!!!