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Reality horror show: ora la ceretta si fa in televisione
No, non è uno scherzo. E no, non è un brutto sogno. Se pensavate che il Grande Fratello fosse il non plus ultra in fatto di trash, sarete costretti a ricredervi perché potrebbe arrivare presto “Quiz and wax”, format tutto italiano in cui le coppie vengono torturate a colpi di ceretta. Per la precisione, la scena è questa: un garage, una coppia, lui legato e lei che risponde a domande sul suo partner e sulla vita a due. Ad ogni risposta sbagliata, parte la depilazione per il malcapitato fidanzato. Fantascienza? Niente affatto. Il programma, inventato da Simone Damiani, è andato in onda sulla rete locale Bonsai Tv, prima di diventare un vero caso internazionale.
In Gran Bretagna, infatti, il Big Brother è in crisi e il network Channel 4, che lo produce, avrebbe messo gli occhi proprio sul prodotto fai da te nato in uno scantinato di Civitavecchia. Così David Abraham, il neodirettore, potrebbe prendere in considerazione l’idea di un format nuovo con l’elemento “tortura di coppia”, sempre intrigante per i moderni voyeur telematici. Certo, il programma, che oggi dura solo cinque minuti, non prevede eliminazioni ed ha una forte connotazione ironica, andrebbe rivisitato e arricchito per il grande pubblico. Ma l’approdo sulla tv nazionale non dovrebbe essere lontano: il creatore ha già ceduto i diritti ad una società di Endemol, il gruppo che produce il Grande Fratello. Tanto vale rassegnarsi e aspettare con ansia che l’ultima visione trash si trasformi in realtà…
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Gran Bretagna: primo spot tv pro aborto
Pubblicità si,ma fino ad un certo punto. Secondo voi si può essere l’avvocato del diavolo pur di lavorare? Mi spiego: alle 22.10 di lunedì 24 maggio
Channel 4 trasmetterà uno spot di 30 secondi a favore dell’aborto, cosa mai successa prima su una televisione britannica, durante la prima puntata del nuovo show «The Milion Pound Drop», presentato da Davina McCall. Dietro alla campagna pubblicitaria, c’è la «Marie Stopes International», un’associazione no-profit che pratica circa 65mila interruzioni di gravidanza l’anno, ricevendo oltre 30 milioni di sterline (sostiene il quotidiano britannico Daily Mail). Ed è proprio quella dicitura – “no profit” – ad aver permesso alla «Marie Stopes» di aggirare il divieto alla trasmissione di pubblicità pro aborto che vige in Inghilterra, sfruttando una lacuna legislativa secondo la quale le organizzazioni senza fini di lucro non sarebbero soggette a tale restrizione. Si dice già, da fonti non ben chiare, che lo spot andrà in onda per tutto il mese di giugno e se il primo verrà trasmesso dopo le 21 e che raffigurerebbe solo “donne preoccupate”, mentre la parola “aborto” non verrebbe pronunciata. Secondo voi è giusto?



