apr
16

TUCANO URBANO… DAVVERO TANTO DI CAPPELLO!

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PneumoencefaloLa nuova pubblicità della Tucano “Tupi”: è la dimostrazione di un modo di fare pubblicità intelligente, creativo e veramente efficace.

Il PNEUMOENCEFALO, spiega la body copy della pagina pubblicitaria, è un casco gonfiabile che sta in tasca. Si gonfia in pochi secondi e si ripone nella pratica confezione che occupa meno di un pacchetto di sigarette.

“Un idea rivoluzionaria” ha pensato chiunque abbia letto l’annuncio, come dimostrano le centinaia di osservazioni che si trovano sui forum più disparati cercando la pubblicità della Tucano su internet.

Affianco alla bodycopy, poi, c’è un disegno del casco che ne spiega tecnicamente la struttura e il funzionamento. Sembra una campagna come tante che parla, in un modo nemmeno particolarmente eclatante, della scoperta del secolo. E invece è solo una trovata geniale della Tucano: il casco non esiste.

Posto in fondo alla pagina, è il pay off a svelare l’inganno dicendo:

TUPI: Tucano Urbano Prodotti Improbabili
Ci sono prodotti che sarebbe bello fossero veri…

Punto.

Chi sarebbe mai andato a pensare che era tutto uno scherzo? Chi poteva immaginare una migliore campagna virale (aggiungiamo noi del settore che di idee così ci rifacciamo volentieri gli occhi)?

Sorridendo riporto uno scambio di utenti sulla campagna:

“[...] il mio interesse si fa sempre più grande e mi viene da pensare :”grande! lo voglio!”, allora continuo a leggere anche il testo scritto in caratteri piu piccoli in cui parla delle caratteristiche del casco e in cui illustra i vari modelli esistenti. Continuo a leggere fino in fonda alla pagina e trovo scritto:UPI: Tucano Urbano Prodotti Improbabilii sono prodotti che sarebbe bello fossero veri… poi spiega: prodotto non brevettato, non omologato, non commercializzato.

Al che mi incazzo e penso ad alta voce 100 parolacce rivolte al responsabile di questa campagna pubblicitaria…però poi alla fine gli faccio i miei complimenti perchè da ora in poi riconoscerò i caschi Tucano Urbano, cosa che sarà molto difficile per altri oggetti uguali ma di marche diverse….e bravi!”

“Ciao Amici, io invece faccio una breve riflessione sulla pazzia di quei manager che hanno deciso di rischiare una campagna pubblicitaria per innalzare il valore di un marchio poco conosciuto con un prodotto che non esiste. Una pazzia perchè le campagne pubblicitarie costano parecchio e nessuno, analisi alla mano, rischierebbe di andare oltre il limite del senso comune, oltre la percezione dei propri possibili clienti. Ad esempio; pensate alla possible figuraccia di un comune distratto lettore che, in negozio chiede al comesso superspecializzato “il casco gonfiabile”.. e si sente rispondere con un sorrisino.. ha! anche lei ci è cascato!!!.”

“Ciao,
anch’io sto pensando da giorni a questa pubblicità e credo di aver fatto il tuo stesso percorso:
leggerla, rimanere a bocca aperta, strappare la pagina e scannerizzarla per inviarla agli amici. Io però non riesco a dir loro “bravi”.
Infatti, per un attimo nella mia mente è balenata l’idea che potrebbe essere una soluzione ai fastidiosi e pesanti caschi. Ma poi ho ricordato le raccomandazioni di mia sorella (ingegnere esperto in sicurezza stradale) e subito dopo gli ho detto “ma vaff…”.
Ti rendi conto?
Io ho la lucidità per dire che cose del genere non si devono e possono fare. Ma prendi un ragazzino alla guida del suo motorino, sai che fa? Pensa che anche il berrettino di lana doppio della nonna potrebbe andare bene, e allora proviamo!!!
E allora giriamo un video per uTube, proviamo a sbattare in moto col pallone in testa e… e chissà come andrà a finire.
A me hanno fatto proprio l’effetto contrario: mi stanno sulle palle e se dovessi trovare qualcosa Tucano di interessante, la cercherei altrove uguale uguale.
Creatività si, ma prima di tutto la vita!”

(tratto da: http://pietracherotola.leonardo.it/blog/una_nuova_campagna_pubblicitaria_per_un_casco.html)

La prima reazione, insomma, è stata quella di sentirsi presi in giro, un sentimento di stizza nei confronti del patto letterario che vincola il narratore al lettore nel oro reciproco intendersi. Ma c’è chi davanti allo scherzo c’è stato e chi invece alla fine ha preferito puntare il dito in nome della difesa del consumatore medio troppo poco intelligente per capire il “sottile” inganno.

Il risultato, per la Tucano e per l’agenzia creativa che vi ha lavorato, non cambia: la campagna fa parlare ed echeggia nei discorsi informali del web. Ha funzionato.

Pertanto, noi che amiamo, facciamo (o sognamo di poter fare) della pubblicità di questo tipo, davanti alla campagna del Pneumoencefalo non ci resta che dire: tanto di cappello!

Gli altri soggetti della stessa campagna:

Telo antifurto

Easy Parking

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