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Wired: dalla rivista allo store.

By Alice Milia  //  Advertising, Comunicazione, Eventi, Marketing, Media, Promozioni, Tecnologie  //  Commenti disabilitati

wired_9511Anche quest’anno la guida ai regali di Natale si materializza. E’ ormai il quinto anno consecutivo che Wired, la rivista di tecnologia piú in voga negli Stati Uniti, apre nel periodo natalizio un temporary store nel cuore di New York! Wired è una rivista mensile statunitense nota come “La Bibbia di Internet”, tratta tematiche di carattere tecnologico, e di come queste influenzino la cultura, l’economia e la politica. Quanto può essere etico uno store di un magazine?

L’idea geniale di aprire un temporary shop nel pieno centro di New York è già di per se un’ottima idea oltre che un’ottimo investimento. Ma se lo shop è aperto da un megazine che recensisce quei prodotti…quanto potrà essere credibile? E’ un po’ come se MediaWorld avesse la sua rivista personalizzata in cui vengono presentati alcuni prodotti che possono essere comprati nello store. Ma se non si trattasse di una semplice pubblicazione, tipo catalogo come quello di Mediaword, e fosse invece una vera e propria rivista? Voi lo comprereste?

E’ vero anche che oramaiwired-mag-store-ny-lg6 le persone si fidano più delle recensioni o di post lasciati su internet, di un commento su Facebook, che del proprio amico! Sotto questo punto di vista sarebbe utile quindi vedere un prodotto elettronico pubblicato su una rivista con un bel commento scritto dal giornalista e poterlo subito andare a comprare nello store della rivista stessa, soprattutto se questi sono raccomandati dallo Staff Editoriale. Si risparmia tempo e fatica!

Non tutti i prodotti recensiti nelle pagine della rivista di Wired sono in vendita nel temporary store ma, essendo il quinto anno di seguito che la rivista nel periodo di Natale decisde di aprire un temporary store, probabilmente anche se non troppo etico funzionerà! Il brand Wired negli Stati Uniti gode di ottima salute lo shop offre prodotti, eventi, spettacoli, incontri con vip e addirittura alcuni oggetti targati proprio Wired.

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